È uno di quei film che non si limita a raccontare una storia: ti restituisce un pezzo di dignità, di memoria, di forza.
Ci sono film che arrivano come un pugno, e film che arrivano come una mano tesa. C’è ancora domani riesce a essere entrambe le cose: ti scuote, ma con delicatezza; ti fa male, ma per farti bene. È un film che parla di donne, di libertà, di scelte difficili, ma soprattutto parla di coraggio quotidiano, quello che non fa notizia, quello che si consuma nelle case, nei silenzi, nei piccoli gesti che cambiano la traiettoria di una vita.
È un film che ti ricorda che il domani non è mai scontato, ma è sempre possibile
DI COSA PARLA
Siamo nella Roma del dopoguerra. Delia è una donna come tante: lavora, si sacrifica, tiene insieme una famiglia che spesso la ferisce più di quanto la sostenga e vive in un mondo che non la vede, non la ascolta, non la considera. Eppure, dentro di lei, c’è una forza che non ha ancora trovato il coraggio di uscire.
La seguiamo nei suoi giorni pieni di fatica, di sogni taciuti, di speranze piccole ma ostinate.
E mentre la vita le chiede sempre di più, Delia inizia, piano, quasi senza accorgersene, a chiedere qualcosa anche lei: rispetto, spazio, futuro.
Il film è un viaggio nella dignità femminile, nella resilienza, nella possibilità di cambiare il proprio destino anche quando sembra impossibile. E quando arriva il finale, ti accorgi che non stai solo guardando una storia: stai guardando un atto d’amore verso tutte le persone che hanno avuto il coraggio di dire “basta” per poter dire “domani”.
Lo trovi su diverse piattaforme, ma questo è un film che vale la pena comprare e conservare